castello di ceri, eventi e matrimoni

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Leggendo le “Passeggiate Romane” veniamo a sapere che Henry Beyle piu noto come Stendhal negli anni in cui era  console di Francia a Civitavecchia, ebbe l’occasione di fermarsi a visitare il giardino del castello che il Principe Don Alessandro Torlonia aveva da poco tempo finito di costruire.

Esso mantiene l’originario disegno ottocentesco formato da vialetti in terra battuta ed aiuole, oggi seminate a prato delimitate da scheggioni di tufo e bordure di Iris di Firenze miste a cultivar di Iris germanica.
Vi predominano i fiori bianchi, pochi quelli di altri colori sempre di tonalità pastello.
Recente l’aggiunta di rose rampicanti, appoggiate al fusto dei cipressi  ed altre arbustive, ad integrare le poche rose antiche miracolosamente sopravissute.
Bianchi e profumati  i fiori degli agrumi dei gelsomini: sambac, officinale e grandiflorum, delle Choysie ternata e della Mandevilla suaevoelens.

Ciuffi sparsi violetti e bianchi  di viola odorata e vasi di antiche varietà di rose chiare a fiore semplice.

Le alberature sono quelle tipiche della macchia  mediterranea, molte nate spontaneamente   nei lunghi anni  di abbandono: lecci, allori, pini domestici, cipressi e nel lato esposto a sud,  un agrumeto con aranci, limoni, pompelmi, mandarini, kumquat ed un antico Citrus medica forse un “Cedro di Roma”.

Nel mezzo del giardino, al centro di un’aiuola circolare, una stele sormontata da un anfora marmorea reca un’ iscrizione  dedicata a  Teresa Colonna.